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Lo sai che... tutti gli argomenti

L'importante è avere chiaro l'obiettivo e L'URP è ben consapevole del ruolo che svolge. Per dare seguito a quello che è uno dei propri compiti istituzionali, di farsi promotore e interprete delle esigenze del pubblico, alla luce di richieste sempre più pressanti su stesse problematiche, si propone questa sezione di risposte in modo generalizzato che focalizzano aspetti di norme non ben chiare a molti, fornendo risposte dirette a chiarire meglio il rapporto che si instaura tra amministrazione e utenti, amministrazione scolastica e famiglie.

Al fine di migliorare i servizi, si è richiesto agli utenti che hanno effettuato accesso diretto agli uffici dell'URP di questo Ministero di compilare un questionario di gradimento. In seguito all'analisi dei dati emersi, sono state apportate modifiche a questa pagina e sono in corso ulteriori operazioni di miglioramento. è possibile scaricare il questionario pensato per gli utenti di questa pagina web, compilarlo e inviarlo via mail all'indirizzo urp@istruzione.it .

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Indice

Reclutamento Docenti

  1. Classi di concorso
  2. Titoli che consentono l'insegnamento
  3. Abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria
  4. DIPLOMA MAGISTRALE (ex diploma di abilitazione magistrale)

Reclutamento ATA

  1. Concorso per soli titoli
  2. Graduatorie di circolo e di istituto - terza fascia

Personale docente e ATA: servizi elettronici (cedolino, posta @istruzione.it, istanze onLine)

  1. Richiesta di cedolino elettronico
  2. Posta @istruzione.it
  3. Servizio Polis-Istanze OnLine

Famiglie

  1. Iscrizioni a scuola - tasse scolastiche
  2. Contributo scolastico
  3. Deducibilità spese istruzione
  4. Iscrizioni a scuola - esubero
  5. Formazione delle classi
  6. Trasferimento ad altro istituto
  7. Organi collegiali della scuola
  8. Consigli di intersezione, interclasse, classe
  9. Consigli di circolo/istituto
  10. Collegio dei docenti
  11. Assemblea dei genitori
  12. Attestato di diploma/ Smarrimento del diploma
  13. Alunni: valutazione
  • Frequenza
  • Religione Cattolica
  • Strumento musicale
  • Educazione fisica
  • Carenze di apprendimento
  • Valutazione del comportamento
  • Valutazione finale
  • Esami di Stato I ciclo (ammissione – valutazione)
  • Esami di Stato II ciclo (ammissione – valutazione)

Università

  1. Università autorizzate da questo ministero ad attivare corsi di laurea triennale e laurea magistrale
  2. Cerca la tua facoltà

Alunni stranieri/ studi all'estero

  1. Modalità di inserimento o reinserimento nelle scuole italiane
  2. Iscrizione di studenti stranieri in scuole italiane
  3. Valutazione

 

Reclutamento Docenti

 

  1. Cosa sono le Classi di concorso

Le discipline insegnate nella scuola secondaria sono individuate in classi di concorso contraddistinte da un codice e da una dizione in chiaro. Riferimenti normativi: i Decreti Ministeriali che dispongono in merito ai titoli di accesso alle classi di concorso sono il D.M. n. 39 del 30 gennaio 1998 (lauree vecchio ordinamento) e il D. M. n. 22 del 9 febbraio 2005 (lauree nuovo ordinamento).

  1. Titoli che consentono l'insegnamento

    Per poter accedere all'insegnamento occorre aver conseguito un titolo di studio tra quelli previsti dall'ordinamento vigente: Titoli per l'insegnamento nelle Scuola dell'infanzia e primaria
    - Laurea in Scienze della formazione primaria
    - Diploma magistrale con valore abilitante (purché conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, valido esclusivamente per l'inserimento nelle graduatorie di circolo.

    Titoli per l'insegnamento negli istituti di istruzione secondaria di I e II grado:
    - Laurea vecchio ordinamento: cfr. Decreto Ministeriale 30 Gennaio 1998, n. 39
    - Laurea nuovo ordinamento (Laurea specialistica): cfr. Decreto Ministeriale 9 Febbraio 2005, n. 22
    - Diplomi (Decreto Ministeriale 30 Gennaio 1998, n. 39)

    N.B.: Nessuna laurea triennale costituisce titolo di accesso all'insegnamento.
    Per conoscere la classe di concorso corrispondente al proprio titolo di studio e il dettaglio delle discipline richieste per la docenza, è possibile collegarsi al sito www.istruzione.it e seguire il percorso: istruzione – argomenti – tutti gli argomenti - personale della scuola - titoli di accesso alle classi di concorso - titoli di ammissione - e poi cliccare all'interno della casella attiva della classe di concorso, nella quale sono disponibili le informazioni necessarie.
  1. Normativa che disciplina la validità del DIPLOMA MAGISTRALE (ex diploma di abilitazione magistrale)

    I corsi della Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario sono stati sospesi ai sensi del comma 4 ter, art. 64 della Legge 133 del 6 agosto 2008. Non sono stati ancora definiti percorsi alternativi per il conseguimento dell'abilitazione

    Legge  19 Novembre 1990, n. 341, art. 3, comma 2
    Riforma degli ordinamenti didattici universitari

    Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 401

    Abilitazione per superamento concorso

    Decreto Interministeriale 10 Marzo 1997, art. 2
    Norme transitorie per il passaggio al sistema di formazione universitaria degli insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria.

    Legge 3 Maggio 1999, n. 124, art. 1, comma 6 Trasformazione in graduatorie permanenti delle graduatorie relative ai concorsi per soli titoli del personale docente della scuola

    Decreto Ministeriale 28 Luglio 2004, n. 64, art. 2
    Titoli di accesso alle fasce delle graduatorie di circolo e di istituto.


 

Reclutamento ATA

 

  1. Concorso per soli titoli

    Ai sensi dell'art. 554 del Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297 ed in base all'Ordinanza Ministeriale 23 Febbraio 2009, n. 21, il Ministero, ogni anno, emana una nota con la quale impartisce ai Direttori Regionali di ciascun Ufficio Scolastico Regionale, con l'esclusione della Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, le disposizioni per bandire il concorso per soli titoli per l'accesso ai ruoli provinciali relativi ai profili professionali dell'area A e B del personale ATA. Il concorso è riservato a coloro che hanno prestato 24 mesi di servizio nella scuola statale, anche non continuativo, nella medesima provincia e nello stesso profilo professionale.
  2. Graduatorie di circolo e di istituto – terza fascia

    Le graduatorie di circolo e di istituto di 3^ fascia, per il conferimento delle supplenze, hanno validità triennale (2008/2009 – 2009/2010 – 2010/2011), come da Decreto Ministeriale 26 Giugno 2008, n. 59. Il diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d'arte, diploma di scuola magistrale per l'infanzia, qualsiasi diploma di maturità, attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni sono titoli di studio validi per l'accesso al profilo professionale di collaboratore scolastico.

PERSONALE DOCENTE E ATA: SERVIZI ELETTRONICI (CEDOLINO, POSTA @ISTRUZIONE.IT, ISTANZE ONLINE)

 

1. Richiesta di cedolino elettronico

Tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione possono accedere onLine al proprio cedolino di stipendio registrandosi sul http://stipendipa.tesoro.it.
Attraverso il portale suddetto è possibile scaricare il proprio cedolino elettronico, il CUD e il 730. Nel sito saranno inoltre conservati e resi disponibili i cedolini del 2009, il CUD relativo al 2008 e il 730 del 2008.
Il MEF ha inoltre reso disponibile un servizio di assistenza e informazioni che risponde ai seguenti recapiti:

- numero verde: 800.991.990

- e-mail: assistenza.spt@tesoro.it

Riferimenti normativi: nota prot. 726 del 25/02/2010 e nota prot. 2991 del 28/07/2010 della Direzione Generale per gli Studi Statistica e Sistemi Informativi. è possibile scaricare le note sopraindicate entrando nella home page di questo portale - www.istruzione.it - e cliccando su "Ministero" e, di seguito, su  "Normativa" – 2010.

2. Posta elettronica @istruzione.it

Per il personale docente di ruolo, o non di ruolo che abbia avuto almeno una nomina annuale, è attivata una casella di posta istituzionale @istruzione.it, che potrà essere utilizzata come una normale casella di posta elettronica.

Per richiedere assistenza:

entrare nella pagina http://www.istruzione.it/web/istruzione/home e selezionare la voce corrispondente al proprio profilo (ad es. docente, ATA, dirigente…) posta sotto "Area assistenza", nel riquadro "Posta elettronica" situato al centro della pagina; in seguito, cliccare sulla voce "Assistenza online" e compilare il modulo.

Attenzione: il servizio assistenza posta elettronica e il servizio di assistenza per Polis non sono intercambiabili.

 

3. Servizio Polis-Istanze onLine

 

Tutto il personale scolastico che ha necessità di presentare un'istanza (ad es. domanda di pensionamento, inserimento/aggiornamento graduatorie, trasferimento etc.) e accedere a vari servizi (ad es. visualizzazione del punteggio nelle graduatorie del personale docente/ATA) deve registrarsi al servizio "Polis – Presentazione Istanze OnLine" del MIUR. Per la registrazione, è indispensabile essere in possesso di un indirizzo e-mail, privata o istituzionale.

L'accesso a Polis avviene attraverso le fasi seguenti:

  1. registrazione al sito;
  2. ricezione di una e-mail di conferma, contenente un codice personale temporaneo e un link al quale sarà necessario accedere per confermare la ricezione della mail;
  3. stampa della mail e del modulo allegato, che dovrà essere presentato presso la segreteria scolastica di una qualsiasi scuola statale;
  4. identificazione fisica presso la stessa scuola (presentarsi muniti di documento d'identità in corso di validità e codice fiscale). N.B.: l'identificazione è necessaria ai fini dell'attivazione dell'utenza;
  5. ricezione di una e-mail di avvenuta attivazione dell'utenza;
  6. accesso al sito, inserendo Username e Password – modifica del codice personale

 

Cosa fare in caso di smarrimento delle credenziali.

Per recuperare Username e Password in caso di smarrimento, è sufficiente entrare nella pagina "Polis – Presentazione Istanze OnLine" e selezionare la voce "Funzioni di utilità - Se hai dimenticato Username e/o Password clicca qui"

 

Codice personale

In caso di presentazione di un'istanza (ad esempio, domanda di pensionamento, inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto in qualità di personale docente o ATA etc.), nella sezione dedicata all'istanza, posta in primo piano nella propria pagina personale di Polis, verrà richiesto il codice personale. In caso di smarrimento, il codice può essere recuperato, all'interno della propria pagina personale, cliccando su "recupero codice personale". Il codice sarà inviato all'indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione.

Per richiedere assistenza per i servizi Polis: recarsi presso la segreteria scolastica di una qualsiasi scuola statale, che contatterà il numero verde di assistenza tecnica riservato alle istituzioni scolastiche.

FAMIGLIE

  1. Tasse scolastiche

    La materia delle tasse scolastiche riguarda esclusivamente le scuole secondarie superiori.
    L'impianto normativo tuttora in vigore in tema di tasse scolastiche (Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200) prevede quattro distinti tipi di tributo: di iscrizione, di frequenza, di esame e di rilascio di diploma.
    Tassa di iscrizione:  è  esigibile all'atto dell'iscrizione ad un dato corso di studi secondari, e vale per l'intera durata del ciclo,  non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all'Erario. L'importo è di 6,04 euro.
    Tassa di frequenza: deve essere corrisposta ogni anno e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile (Decreto Ministeriale Finanze 16 Settembre 1954). La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l'alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il pagamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola. L'importo è di 15,13 euro.
    Tassa di esame: Deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). Il pagamento non  è rateizzabile. 8art. 3 decreto ministeriale Finanze 16.09.1954).
    Tassa di diploma: La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. L'importo è di 15,13 euro, per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica. Per la tassa di diploma  non è prevista la concessione di esonero per motivi di merito, ma solo quella per motivi economici o di appartenenza a speciali categorie (circolare ministeriale 15.05.1987, n. 146).
    Esonero dalla tasse scolastiche: Ai sensi del Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200, l'esonero dal pagamento delle tasse scolastiche può essere consentito per merito, per motivi economici, e per appartenenza a speciali categorie di beneficiari. Questi tipi di esonero valgono per tutte le tasse scolastiche ad eccezione della sola tassa di diploma.

    Ai sensi del combinato disposto dell'art.1, comma 5, e dell'art. 6, comma 1 del Decreto Legislativo 15 Aprile 2005, n.76 e dell'art. 28 del Decreto Legislativo 17 Ottobre 2005, n. 226, a partire dall'anno scolastico 2006-2007, il diritto dovere all'istruzione e formazione professionale comprende i primi tre anni degli istituti di istruzione secondaria superiore e dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale realizzati sulla base dell'accordo-quadro in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni, Città e Autonomie Locali del 19-6-2003.

    Conseguentemente, gli studenti che si iscrivono al primo, secondo e terzo anno dei corsi di studio degli istituti di istruzione secondaria superiore sono esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche erariali, a  partire dall'anno scolastico 2006/2007.
  2. Contributo scolastico

    In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l'espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all'assolvimento dell'obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l'arricchimento dell'offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria. I contributi scolastici sono deliberati dai Consigli di Istituto. Il comma 622 della legge 27 Dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), intervenendo nuovamente sul tema dell'innalzamento dell'obbligo di istruzione, della durata di dieci anni, ha tra l'altro stabilito che "resta fermo il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226".

 

  1. Spese di istruzione – deducibilità

In generale, è consentito dedurre le spese di istruzione relative alla frequenza scolastica e di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o specializzazione tenuti presso istituti o università italiana o straniere. Per queste ultime la misura degli importi deducibili non può essere superiore all'ammontare dei contributi previsti per i corrispondenti istituti italiani. Le spese sostenute per la frequenza delle Accademie di Belle Arti sono deducibili a condizione che il tipo di corso frequentato sia equiparabile ad un corso di laurea (di primo o secondo livello) o sia comunque assimilabile a un corso di perfezionamento, specializzazione etc.

Riferimenti normativi: Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917

  1. Iscrizioni a scuola - esubero

    La scuola scelta in fase di iscrizione deve stabilire una graduatoria di iscritti sulla base di regole e criteri  di precedenza nell'ammissione deliberati dal consiglio di circolo o d'istituto, da rendere pubblica, prima delle iscrizioni, con affissione all'albo e, ove possibile, con la pubblicazione sul sito web dell'istituzione scolastica.  Le scuole hanno l'obbligo di acquisire al protocollo le domande presentate e di comunicare, per iscritto, agli interessati il mancato accoglimento delle stesse. In questo caso,  si individua, di intesa con la famiglia, una nuova istituzione scolastica.
  2. Formazione delle classi

    Le fondamentali competenze in materia di formazione delle classi sono stabilite come di seguito:
    • il consiglio di circolo o di istituto formula gli indirizzi generali per l'attività della scuola e le scelte generali di gestione amministrativa, adotta il Piano dell'Offerta Formativa (Decreto del Presidente della Repubblica 275/1999, art. 3), adotta il regolamento interno, indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi e all'adattamento delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali (art. 10, Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297);
    • il Collegio dei docenti elabora il Piano dell'Offerta Formativa, ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell'istituto, formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione e la composizione delle classi e per la formulazione dell'orario delle lezioni e lo svolgimento delle altre attività scolastiche.

Ogni anno il Ministero  attraverso un proprio decreto, stabilisce il numero (minimo e massimo) degli alunni che possono costituire le classi secondo le diverse situazioni

  1. Trasferimento ad altro istituto
    • Se un alunno, nel corso dell'anno scolastico, deve trasferirsi da una scuola all'altra, occorrerà seguire la procedura indicata:         
    • presentare una domanda al Dirigente Scolastico della scuola in cui intende trasferirsi, spiegando i motivi della richiesta di trasferimento         
    • presentare al Dirigente Scolastico della scuola frequentata una domanda documentata di rilascio di nulla osta di passaggio tra scuole. Il "nulla osta" è il documento da presentare alla nuova scuola per l'effettiva iscrizione.          
    • In seguito la scuola di provenienza alla scuola di arrivo scelta.
    Il nulla osta, se debitamente motivato, non può essere negato
  1. Organi collegiali della scuola

    La scuola italiana si avvale di organi di gestione, rappresentativi delle diverse componenti scolastiche, interne ed esterne alla scuola: docenti studenti e genitori.
    Questi organismi a carattere collegiale sono previsti a vari livelli della scuola (classe, istituto)
    I componenti degli organi collegiali vengono eletti dai componenti della categoria di appartenenza; i genitori che fanno parte di organismi collegiali sono, pertanto, eletti da altri genitori.
    La funzione degli organi collegiali è diversa secondo i livelli di collocazione: è consultiva e propositiva a livello di base (consigli di classe e interclasse); è deliberativa ai livelli superiori (consigli di circolo/istituto, consigli provinciali).
    Il regime di autonomia scolastica accentua la funzione degli organi collegiali.

  2. Consigli di intersezione, interclasse, di classe Consiglio di intersezione
    Infanzia: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle sezioni interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente da lui delegato, facente parte del consiglio.
    Consiglio di interclasse
    Primaria: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle classi interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente da lui delegato, facente parte del consiglio.
    Consiglio di classe
    Scuola Secondaria di primo grado: tutti i docenti della classe e quattro rappresentanti dei genitori; presiede il dirigente scolastico o un docente, da lui delegato, facente parte del consiglio.
    Scuola Secondaria superiore: tutti i docenti della classe, due rappresentanti dei genitori e due rappresentanti degli studenti; presiede il dirigente scolastico o un docente, da lui delegato facente parte del consiglio.
    Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere loro rappresentanti in questi organismi. è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto.
    L'elezione nei consigli di classe si svolge annualmente. Il consiglio di classe si occupa dell'andamento generale della classe, formula proposte al Dirigente Scolastico per il miglioramento dell'attività, presenta proposte per un efficace rapporto scuola-famiglia, si esprime su eventuali progetti di sperimentazione.
    Riferimento normativo: art. 5 del Decreto Legislativo 297/1994
  1. Consigli di circolo/istituto Questo organo collegiale è composto da tutte le componenti della scuola: docenti, genitori, studenti e personale amministrativo, di variabile da 14 a 19 componenti secondo gli alunni iscritti.
    Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere loro rappresentanti in questi organismi ed è diritto di ogni genitore proporsi per essere eletto. Le elezioni per i consigli di circolo/istituto si svolgono ogni triennio.
    Riferimento normativo art. 8 del Decreto Legislativo 297/1994.
  1. Collegio dei docenti Il collegio dei docenti è composto da tutti gli insegnanti in servizio nell' Istituto Scolastico ed è presieduto dal Dirigente scolastico. Quest'ultimo si incarica anche di dare esecuzione alle delibere del Collegio.
    Si riunisce in orari non coincidenti con le lezioni, su convocazione del Dirigente scolastico o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti, ogni volta che vi siano decisioni importanti da prendere.
    Riferimenti normativi: art. 7 del Decreto Legislativo 297/1994.
  1. Assemblea dei genitori

    I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea per discutere di problemi che riguardano aspetti di carattere generale della scuola o delle classi frequentante dai propri figli. Le assemblee possono essere di singole classi o di istituto. Hanno titolo a convocare l'assemblea dei genitori i rappresentanti di classe eletti nei consigli di classe, informando preventivamente il Dirigente Scolastico (indicando specificamente gli argomenti da trattare) e chiedendo l'autorizzazione ad usare i locali scolastici. Alle assemblee possono partecipare con diritto di parola il Dirigente e i docenti della classe. Le assemblee dei genitori possono anche essere convocate dai docenti della classe.
    Riferimenti normativi: artt. 12 e 15 del Decreto legislativo 297/1994.


  2. Attestato di diploma/ Smarrimento del diploma I diplomi, stampati ogni anno dall'Istituto poligrafico dello Stato e inviati agli Uffici scolastici Regionali, devono essere richiesti direttamente al Dirigente scolastico della scuola presso cui sono stati conseguiti. In alternativa, è possibile richiedere una certificazione sostitutiva.

    In caso di smarrimento, furto, distruzione del cartaceo o mancato ritiro del diploma, è opportuno rivolgersi al Dirigente scolastico della scuola presso cui esso sia stato conseguito o, nel caso in cui l'edificio sia stato chiuso, all'Ambito Territoriale (ex Ufficio scolastico Provinciale o Provveditorato agli Studi) di appartenenza della scuola.

  1. Valutazione

    La normativa attuale sulla valutazione degli alunni

    Il sistema di valutazione degli alunni è stato profondamente modificato dalla Legge169/2008 che, agli articoli 2 e 3, ha reintrodotto per tutti i settori scolastici del sistema nazionale di istruzione il voto nelle discipline e nel comportamento, nonché nuovi criteri e modalità per la valutazione finale e per gli esami.

    La valutazione del comportamento degli alunni è espressa, ai sensi degli articoli 8, comma 1, e 11, comma 2, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni, e dell'articolo 2 della legge 169/2008,

    a. nella scuola primaria dal docente, ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe, attraverso un giudizio, formulato secondo le modalità deliberate dal collegio dei docenti, riportato nel documento di valutazione;
    b. nella scuola secondaria di primo grado, con voto numerico espresso collegialmente in decimi ai sensi dell'articolo 2 della legge 169/2008; il voto numerico è illustrato con specifica nota e riportato anche in lettere nel documento di valutazione. La valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento dell'alunno è riferita a ciascun anno scolastico.

    Riferimenti normativi: art. 8, comma 1, e art. 11, comma 2, del Decreto legislativo n. 59 del 2004 e successive modificazioni;  art. 2 della legge 169/2008.

    Frequenza scolastica (scuola secondaria di primo grado)

    Nella scuola secondaria di I grado, ai fini della validità dell'anno scolastico e per la valutazione degli alunni, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato ai sensi dell'articolo 11, comma 1, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni. Le motivate deroghe in casi eccezionali, previsti dal medesimo comma 1, sono deliberate dal collegio dei docenti, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa. L'impossibilità di accedere alla valutazione comporta la non ammissione alla classe successiva o all'esame finale del ciclo. Tali circostanze sono oggetto di preliminare accertamento da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate.

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 10

    Frequenza scolastica (scuola secondaria di secondo grado)

    A decorrere dall'anno scolastico di entrata in vigore della riforma della scuola secondaria di secondo grado, ai fini della validità dell'anno scolastico, compreso quello relativo all'ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l'esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all'esame finale di ciclo.

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 14, comma 7

    Insegnamento religione cattolica nella scuola di secondo grado

    La valutazione dell'insegnamento della religione cattolica resta disciplinata dall'articolo 309 del Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che recita: "I docenti incaricati dell'insegnamento della religione cattolica fanno parte della componente docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri docenti, ma partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell'insegnamento della religione cattolica."
    La valutazione è comunque espressa senza attribuzione di voto numerico.

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122,  art. 2, comma 4

    Strumento musicale

    Nella scuola secondaria di primo grado la valutazione con voto numerico espresso in decimi riguarda anche l'insegnamento dello strumento musicale nei corsi "ricondotti ad ordinamento" (cfr. articolo 11, comma 9, della legge 3 marzo 1999, n. 124).

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 2, comma 3
     
    Educazione fisica

    Il voto di educazione fisica concorre, al pari delle altre discipline, alla determinazione della media per l'ammissione agli esami.

    Riferimento normativo: con il Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 14, comma 5  è abrogato l'articolo 304 del testo unico di cui al Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, relativo alla valutazione dell'educazione fisica.

    Carenze di apprendimento

    Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospende il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più discipline, senza riportare immediatamente un giudizio di non promozione. A conclusione dello scrutinio, l'esito relativo a tutte le discipline è comunicato alle famiglie.
    A conclusione degli interventi didattici programmati per il recupero delle carenze rilevate e in seguito ad accertamento del recupero delle carenze formative (da effettuarsi entro la fine del medesimo anno scolastico e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo), il consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei risultati conseguiti dall'alunno e alla formulazione del giudizio finale. Tale giudizio - in caso di esito positivo - comporta l'ammissione alla frequenza della classe successiva e l'attribuzione del credito scolastico.


    Valutazione del comportamento

    La valutazione del comportamento con voto inferiore a sei decimi in sede di scrutinio intermedio o finale è decisa dal consiglio di classe nei confronti dell'alunno al quale sia stata precedentemente irrogata una sanzione disciplinare e al quale - nei contesti di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge 169/2009 -  si possa attribuire la responsabilità  dei seguenti comportamenti:
    a. comportamenti previsti dai commi 9 e 9-bis dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni;
    b. comportamenti che violino i doveri di cui ai commi 1, 2 e 5 dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni

    Le sanzioni disciplinari sono irrogate ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni.
    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122,  art. 7, comma 2


    Valutazione finale

    Sono ammessi alla classe successiva gli alunni che in sede di scrutinio finale conseguono un voto di comportamento non inferiore a sei decimi e una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente, ai sensi dell'articolo 193, comma 1, secondo periodo, del testo unico di cui al Decreto legislativo n. 297 del 1994.
    La valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento dell'alunno è riferita a ciascun anno scolastico.

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122,  art. 2, comma 8


    Esame di Stato Primo ciclo - ammissione

    L'ammissione all'esame di Stato è disposta, previo accertamento della prescritta frequenza ai fini della validità dell'anno scolastico, nei confronti dell'alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina - o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente - e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Il giudizio di idoneità è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall'allievo nella scuola secondaria di primo grado.

    Riferimenti normativi:
    a) ammissione all'esame di Stato: cfr. articolo 11, comma 4-bis, del Decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e successive modificazioni

    b) giudizio di idoneità: cfr. articolo 11, comma 4-bis, del Decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni,

    c) Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122,  art 3, comma 2


    Esame di stato Primo ciclo – punteggio finale e attribuzione della LODE

    Punteggio finale
    Il punteggio finale dell'Esame di Stato del Primo ciclo  viene calcolato sulla base della media (aritmetica) di:
    - tutte le prove scritte, compresa quella nazionale
    - colloquio pluridisciplinare
    - giudizio di idoneità (che rappresenta il curricolo dell'alunno).
    Il punteggio deve essere espresso in decimi (da 6/10 a 10/10)
    Attribuzione della lode
    Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi può essere assegnata la lode da parte della commissione esaminatrice con decisione assunta all'unanimità. I criteri di attribuzione della lode sono i seguenti:
    - Esame di licenza: voto in 10/10
    - Crediti/curricolo: non è previsto voto – decisione discrezionale della Commissione

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122,  art. 3 comma 8

    Esame di Stato secondo ciclo - Ammissione
    Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all'esame di Stato .
    Il punteggio massimo dei crediti scolastici nella secondaria superiore passa da 20
    a 25 punti e il punteggio massimo del colloquio nell'esame di Stato scende da 35 a 30 punti (O.M. 40/2009).

    Riferimenti normativi:
    - Esame di Stato 2011: Ordinanza Ministeriale n 42 del 6 maggio 2011
    - Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art 6., comma 1

    Esame di Stato secondo ciclo: attribuzione del punteggio finale.
    Il punteggio finale dell'Esame di Stato per il secondo ciclo di istruzione deve essere espresso in centesimi (da 60/100 a 100/100). Il punteggio è assegnato sulla  base dei seguenti criteri:
    - Crediti/curricolo: 25 punti
    - Prove scritte 45 punti
    - Colloquio: 30 punti
     Sono inoltre a disposizione della Commissione
    - 5 punti (per studenti con credito 15 punti e prove d'esame 70 punti)
    - Lode (a discrezione della Commissione) per candidati eccellenti (che hanno conseguito il punteggio di 100/100), decisa all'unanimità su proposta della Sottocommissione

Università

 

1. Università telematiche autorizzate da questo Ministero ad attivare corsi di laurea e laurea magistrale:

UKE - Università Kore di ENNA

Università degli Studi EUROPEA di ROMA

Università Telematica "LEONARDO da VINCI"

Università Telematica "E-CAMPUS"

Università Telematica "GIUSTINO FORTUNATO"

Università Telematica GUGLIELMO MARCONI

Università Telematica San Raffaele Roma

Università Telematica Internazionale UNINETTUNO

Università Telematica "ITALIAN UNIVERSITY LINE" - IUL

Università Telematica PEGASO

Università Telematica UNITELMA SAPIENZA

UNICUSANO Università degli Studi Niccolò Cusano -Telematica Roma

Università Telematica "Universitas MERCATORUM"

 

  1. Cerca la tua facoltà

Il sito del MIUR ospita la pagina "Cerca Università", un servizio che consente di effettuare ricerche su Atenei, facoltà etc. presenti sul territorio nazionale.

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ALUNNI STRANIERI / STUDI ALL'ESTERO

 

  1. Modalità di inserimento o reinserimento nelle scuole italiane, oppure in una delle scuole straniere operanti in Italia, di studenti che abbiano effettuato i loro studi all'estero.



STUDI ALL'ESTERO - EQUIPOLLENZA DEI TITOLI DI STUDIO STRANIERI

Il riconoscimento in Italia dei titoli di studio conseguiti all'estero o degli anni di scolarità frequentati all'estero non è immediato e indiscriminato, salvo che siano stati siglati accordi – per il tramite del Ministero degli Affari Esteri - tra il Paese ospite e i Paesi stranieri che hanno proprie scuole nel Paese ospite. Ogni singolo caso è sottoposto a valutazione, la quale rende inoltre variabile la tempistica di certificazione dell'equipollenza.

 

N.B. In caso di riconoscimento di un titolo di studio a fini concorsuali (per concorsi pubblici), la competenza è del Ministero dell'Istruzione, che provvederà a valutare i documenti indicati al seguente paragrafo 1 – punti a. – 1 b., accompagnati dal bando di concorso.

 

1. DIPLOMA O ANNI DI SCOLARITA' PRECEDENTI IL DIPLOMA

Ai fini dell'equipollenza del diploma o degli anni di scolarità è necessario compiere l'iter seguente (valido in genere per i cittadini di Stati membri dell'Unione Europea e della Confederazione Elvetica):

 

a. presentare richiesta, presso la scuola frequentata nel Paese straniero, di un certificato che attesti gli anni di scolarità o il titolo di studio recante firma del Dirigente scolastico, legalizzata dall'Autorità diplomatica o consolare italiana in loco;

b. richiedere il rilascio della dichiarazione di valore accompagnata dalla traduzione in lingua italiana del titolo (certificata e giurata, conforme al testo straniero) da parte dell'Autorità diplomatica o consolare italiana o da un traduttore ufficiale (ai sensi della legge 04.01.1968, art. 17 commi 2 e 3) o dalla rappresentanza diplomatica o consolare, operante in Italia, del Paese in cui il documento è stato prodotto;

c. presentare i documenti sopraindicati all'Ambito Territoriale (ex Ufficio scolastico Provinciale) italiano a cui appartiene la scuola scelta in Italia (in caso di richiesta di equipollenza del titolo di diploma) oppure direttamente al Dirigente scolastico della scuola scelta (nel caso in cui gli studi obbligatori debbano essere ancora ultimati).

Per saperne di più

 

2. LAUREA O ANNI DI STUDIO UNIVERSITARIO PRECEDENTI LA LAUREA

a. Richiedere il rilascio di dichiarazione di valore e traduzione legalizzata dei titoli posseduti (cfr. punti a. e b. del paragrafo 1) da parte dell'Autorità diplomatica o consolare italiana del Paese ospite;

b. Recarsi direttamente presso un qualsiasi Ateneo statale italiano presentando i documenti sopraccitati; se richiesto, integrare i crediti formativi universitari come da indicazioni dell'Ateneo

 

3. ABILITAZIONI PROFESSIONALI

Il riconoscimento delle abilitazioni professionali è di competenza di diversi Ministeri, secondo le categorie. Di seguito si riportano gli elenchi di alcune professioni e l'indicazione dell'autorità competente:

  1. Docente, architetto (anche junior), conservatore dei beni architettonici e ambientali, enologo, paesaggista, pianificatore territoriale (anche junior), ricercatore nelle università e negli enti di ricerca: M.I.U.R.
  2. Professioni mediche: MINISTERO DELLA SALUTE
  3. Biologo, chimico, avvocato, agrotecnico, dottore commercialista, geometra, ragioniere, ingegnere (civile ambientale, dell'informazione, industriale): MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

 

4. MASTER

Il riconoscimento dei Master universitari è competenza di questo Ministero.

 

  1. Iscrizione di studenti stranieri presso scuole italiane

    I ragazzi con cittadinanza non italiana, anche se in posizione non regolare, hanno diritto all'istruzione alle stesse condizioni degli alunni italiani.
    Allo stesso modo hanno l'obbligo di iscriversi e frequentare le scuole statali o paritarie e il dovere di conformarsi in tutto alle disposizioni nazionali in materia di istruzione.

    La loro iscrizione a scuola può avvenire in qualsiasi momento dell'anno scolastico.(cfr. Circolare Ministeriale n. 2/2010)

    Per agevolare la comprensione e la ricerca del complesso di norme attinenti al fenomeno degli alunni stranieri, si è ritenuto opportuno procedere ad un'elencazione commentata delle principali fonti normative di riferimento:

    (Linee guida circolare n. 24 del 1 Marzo 2006)

    Legge n. 144/1999, art.68

    Al fine di potenziare la crescita culturale e professionale dei giovani, ferme restando le disposizioni vigenti per quanto riguarda l'adempimento e l'assolvimento dell'obbligo dell'istruzione, è progressivamente istituito, a decorrere dall'anno 1999-2000, l'obbligo di frequenza di attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età. Tale obbligo può essere assolto in percorsi anche integrati di istruzione e formazione: a) nel sistema di istruzione scolastica; b) nel sistema della formazione professionale di competenza regionale; c) nell'esercizio dell'apprendistato.

    Decreto legislativo 286/1998, art. 38

    I minori stranieri presenti sul territorio sono soggetti all'obbligo scolastico; ad essi si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di diritto all'istruzione, di accesso ai servizi educativi, di partecipazione alla vita della comunità scolastica. L'effettività del diritto allo studio è garantita dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali anche mediante l'attivazione di appositi corsi ed iniziative per l'apprendimento della lingua italiana. La comunità scolastica accoglie le differenze linguistiche e culturali come valore da porre a fondamento del rispetto reciproco, dello scambio tra le culture e della tolleranza; a tale fine promuove e favorisce iniziative volte alla accoglienza, alla tutela della cultura e della lingua d'origine e alla realizzazione di attività interculturali comuni. Le istituzioni scolastiche, nel quadro di una programmazione territoriale degli interventi, anche sulla base di convenzioni con le Regioni e gli enti locali, promuovono:
    a) l'accoglienza degli stranieri adulti regolarmente soggiornanti mediante l'attivazione di corsi di alfabetizzazione nelle scuole elementari e medie;
    b) la realizzazione di un'offerta culturale valida per gli stranieri adulti regolarmente soggiornanti che intendano conseguire il titolo di studio della scuola dell'obbligo;
    c) la predisposizione di percorsi integrativi degli studi sostenuti nel Paese di provenienza al fine del conseguimento del titolo dell'obbligo o del diploma di scuola secondaria superiore;
    d) la realizzazione ed attuazione di corsi di lingua italiana;
    e) la realizzazione di corsi di formazione, anche nel quadro di accordi di collaborazione internazionale in vigore per l'Italia.

    Decreto legislativo 297/1994, art. 192, comma 3

    Subordinatamente al requisito dell'età, che non può essere inferiore a quella di chi abbia seguito normalmente gli studi negli istituti e scuole statali del territorio nazionale a partire dai dieci anni, il consiglio di classe può consentire l'iscrizione di giovani provenienti dall'estero, i quali provino, anche mediante l'eventuale esperimento nelle materie e prove indicate dallo stesso consiglio di classe, sulla base dei titoli di studio conseguiti in scuole estere aventi riconoscimento legale, di possedere adeguata preparazione sull'intero programma prescritto per l'idoneità alla classe cui aspirano.


    Decreto legislativo 251/2007, art. 26

    Accesso all'istruzione
    1. I minori titolari dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria hanno accesso agli studi di ogni ordine e grado, secondo le modalità previste per il cittadino italiano.
    2. I maggiorenni, titolari dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, hanno diritto di accedere al sistema di istruzione generale e di aggiornamento e perfezionamento professionale nei limiti e nei modi stabiliti per gli stranieri regolarmente soggiornanti.
    3. Si applicano ai titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria le disposizioni riguardanti il riconoscimento di diplomi, certificati ed altri titoli stranieri per i cittadini italiani.


    Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, art. 45

    I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L'iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva.
    L'iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. In mancanza di accertamenti negativi sull'identità dichiarata dell'alunno, il titolo viene rilasciato all'interessato con i dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione. I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:

    a) dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica;
    b) dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno;
    c) del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese di provenienza;
    d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno.
    Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi; definisce il necessario adattamento dei programmi di insegnamento
  2. Valutazione

    I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione ai sensi Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, articolo 45, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 122 del 22 giugno 2009, art. 1, comma 9.