Home » Ministero » La Ministra » Comunicati Stampa » 2008 » cs051208
 
 

Ufficio Stampa

Roma, 5 dicembre 2008

Gelmini, Youtube: già centomila contatti in 30 ore

Il canale Youtube del ministro Mariastella Gelmini, aperto ieri mattina, ha già totalizzato circa centomila contatti in 30 ore.

Il ministro, molto soddisfatto del successo dell’iniziativa, sta raccogliendo le videodomande e risponderà giovedì ma inizia subito a rispondere ai più frequenti tra gli oltre milleottocento quesiti che sono già stati posti. Le risposte sono visibili nello spazio riservato ai commenti.

“Come si può vedere” dichiara il ministro “vengono pubblicati tutti i giudizi, anche i più critici. Non vengono pubblicati soltanto i commenti offensivi”.

I quesiti più frequenti riguardano i fondi destinati a scuola ed università: “Forse non tutti sanno - prosegue il ministro - che il 97% del bilancio del Ministero dell’Istruzione è destinato a pagare stipendi e non ci sono soldi per l’edilizia scolastica, per la messa in sicurezza degli edifici, innovazione, formazione degli insegnanti, merito, stipendi più alti per insegnanti, nuove tecnologie. E quindi una scuola che investe per questi settori solo il 3% del suo bilancio non ha futuro. In Italia il personale amministrativo e i professori sono 1.300.000. Secondo me sono troppi e mal pagati. Quello che vorrei è avere un numero di insegnanti adeguati al numero di studenti ma meglio pagati e più valorizzati come nel resto d’Europa.

Sull’università è necessaria una profonda autocritica, anche del mondo universitario, per eliminare sprechi e privilegi. Con il disegno di legge del governo gli atenei con una spesa per il personale al di sopra del 90% dello stanziamento statale non potranno effettuare nuove assunzioni. Ci saranno più finanziamenti per migliorare l’offerta formativa, la ricerca, la didattica, poiché è un’assoluta priorità bloccare la fuga delle migliori intelligenze italiane verso l’estero. E’ per questo che il decreto sull’università prevede l’assunzione di 4.000 nuovi ricercatori, che il 60% delle future assunzioni negli atenei sia riservato all’ambito della ricerca e che ci siano agevolazioni fiscali per quei ricercatori intenzionati a rientrare in Italia dall’estero”.