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Ufficio Stampa

Roma, 13 ottobre 2013

Cluster Tecnologici Nazionali, firmato il provvedimento di ammissione alle agevolazioni: 266 milioni di euro per la ricerca applicata

E’ stato firmato il provvedimento che dà il via all’assegnazione dei fondi destinati ai progetti vincitori dell’Avviso pubblico per lo sviluppo e potenziamento di otto Cluster Tecnologici Nazionali. Saranno impegnati 266 milioni. La scelta dei progetti è stata fatta pensando a quelle che dovranno essere le priorità del Paese in vista del Programma Quadro per la Ricerca Europea Horizon 2020. In particolare si è puntato sui progetti che rappresentavano i migliori modelli di aggregazione pubblico-privata, dove era forte la collaborazione delle grandi, piccole e medie imprese con Università ed Enti pubblici di ricerca o caratterizzati da un alto livello di internazionalizzazione. Il processo di valutazione ha coinvolto, per la prima volta, qualificati esperti internazionali.

Nell’ambito degli otto Cluster, sono stati approvati 30 progetti, che coinvolgono (nell’ottica di una collaborazione pubblico-privato che è la strategia sollecitata dall’Europa) 456 soggetti. Si tratta, in particolare, di 112 soggetti della ricerca (enti pubblici di ricerca, università, Ircss) e 344 soggetti industriali (di cui 140 grandi imprese e 204 piccole e medie imprese, tra le quali alcune start up).

I 30 progetti approvati impegnano circa 266milioni di euro a cui il Miur contribuisce con 170 milioni come contributo alla spese e con 96 milioni come credito agevolato. Ognuno degli otto Cluster, nati grazie all’Avviso del Miur, costituisce una rete ampia e inclusiva delle eccellenze italiane operanti su tutto il territorio nazionale in aree tecnologiche strategiche per il sistema Paese: Fabbrica Intelligente, Chimica verde, Scienze della Vita, Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, Agrifood, Aerospazio, Tecnologie per le Smart Communities, Tecnologie per gli ambienti di vita. Ora la sfida per i Cluster sarà quella di dimostrare la capacità di attrarre ulteriori investimenti pubblici e privati, finalizzati allo sviluppo ed all’impiego di capitale umano qualificato (per esempio dottori di ricerca) capace d’incrementare la qualità dei prodotti della ricerca ed il loro impatto sull’impresa, sul mercato e sullo sviluppo dei territori di riferimento.