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Ufficio Stampa

Roma, 30 Dicembre 2012

Dichiarazione del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, alla notizia della scomparsa della prof.ssa Montalcini

"Con la scomparsa della professoressa Montalcini l'Italia perde un testimone importante della ricerca scientifica ma anche dell'impegno civile e politico del Paese. La lunga vita della scienziata è stata interamente segnata dalla sua caparbia determinazione nel perseguire gli obiettivi prefissati. Una tenacia che le ha permesso di superare i limiti culturali che da giovane volevano imporle di non studiare all'università, e che nel periodo delle leggi razziali l'avevano costretta a studiare a casa, allestendo un laboratorio domestico.

La sua trasferta negli Stati Uniti nell'immediato dopoguerra, la scoperta del fattore Ngf (il fattore di crescita delle cellule nervose) e poi tutta l'attività di ricerca al suo rientro in Italia, certificano una dedizione alla scienza giustamente premiata con il Nobel alla medicina del 1986. Ma costituiscono anche uno straordinario esempio di impegno civile, che la professoressa Montalcini ha sottolineato anche negli ultimi anni con la carica di senatrice a vita.

Di lei ho due ricordi personali recenti. Il primo risale all'anno in cui compì i 100 anni. La invitammo al Politecnico di Torino per conferirle la laurea honoris causa in ingegneria biomedica. In quell'occasione ricordo che la professoressa, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tenne un bellissimo discorso sui giovani e la scienza parlando con estrema lucidità e capacità empatica per oltre 20 minuti. Il secondo ricordo che ho di lei risale ad alcune settimane dopo la mia nomina a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Andai a casa sua a visitarla, una domenica. La trovai affaticata, ma nonostante ciò fu prodiga di suggerimenti su come incentivare la ricerca e sulla necessità di favorire una più stretta interazione tra i laboratori che, sulle stesse tematiche, svolgono la medesima attività nelle diverse parti del mondo. Oggi dunque la scienza, ma anche l'Italia stessa, perdono uno dei loro rappresentanti più alti".