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19 maggio: il ministro Carrozza a Brindisi alla commemorazione di Melissa Bassi

Roma, 19 maggio 2013

Illustri ospiti, gentili amici, cari professori, e soprattutto cari studenti,
è per me un onore essere presente oggi, in qualità di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla commemorazione per la scomparsa di Melissa Bassi e il ferimento di tante altre persone coinvolte nell’attentato di un anno fa.

Sono stati giorni e settimane difficili per la città di Brindisi, per la Puglia, ma – mi sia concesso – direi per tutto il Paese.
Quando la criminalità o il gesto di un folle colpiscono lo Stato nel luogo dove si formano i nuovi cittadini, è allora che siamo chiamati a non abbassare la guardia.
A lavorare con ancora maggiore convinzione per progettare una scuola più sicura e inclusiva, e perché simili eventi non accadano più.
Oggi la giustizia sta facendo regolarmente il suo corso e dobbiamo confidare nella massima fermezza ed equilibrio di un giudizio che saprà assicurare, come ha detto il Presidente Napolitano, “la risposta che si meritano i nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità”.
Ci sono cose che non possiamo cambiare: Melissa non potrà tornare in vita né ridonare alla sua famiglia e ai suoi amici il suo sorriso e la sua voglia di futuro.

Ma da questa vicenda terribile dobbiamo tutti trarre un insegnamento importante.
La scuola non è un luogo qualsiasi. È e rimane il baluardo della lotta per la legalità e la democrazia. Una lotta che si combatte insieme.
Voglio dire ai genitori di Melissa, ai quali desidero testimoniare la mia vicinanza e il mio cordoglio, che non devono sentirsi soli.
E voglio dire a tutte le famiglie e agli studenti, che sono rimasti colpiti, di non aver paura: possiamo sempre far prevalere il coraggio contro il sopruso e contro il crimine. Insieme.
Ci sono cose che possiamo cambiare, anche oggi in Italia. Mi ha fatto molto piacere l’iniziativa di un gruppo di studenti e professori di Scampia che hanno deciso di intitolare la loro scuola a Melissa. E mi ha commosso la risposta di Brindisi, la capacità della vostra comunità di stringersi attorno ai ragazzi colpiti e alle loro famiglie.
Da Brindisi a Palermo, dove il prossimo 23 maggio ricorderemo le stragi di Capaci e via D’Amelio contro i giudici Falcone e Borsellino, si deve estendere a tutto il Paese la speranza concreta di una società più coesa, giusta e sicura.

Sta a noi costruirla. Sta a noi vincere, insieme, la guerra contro la criminalità e dare vita a una nuova cittadinanza responsabile, che renda l’Italia un Paese più forte, con meno disuguaglianze sociali, con più possibilità di crescita per i nostri giovani.
La roccia alla quale aggrapparci è la nostra Costituzione, che ha forgiato la nostra identità e le regole del nostro stare insieme, che ci indica una strada da realizzare.
Ai ragazzi la Costituzione dà soprattutto il diritto alla scuola, aperta a tutti.
Dalla scuola essi ricevono le conoscenze e le competenze da valorizzare nella vita professionale e privata, ma anche quei valori che plasmano la vita pubblica.
Per la prima volta nelle aule i ragazzi imparano i principi della legalità e il fondamento della convivenza civile: l’ascolto dell’altro.

Vi auguro, cari ragazzi, di poter custodire sempre quanto imparerete a scuola, dai vostri insegnanti e dal rapporto con i vostri compagni ed amici.
Per costruire con loro un futuro migliore, e per saper prevenire e contrastare eventi come quello dello scorso anno. Perché stare a scuola può insegnarvi cosa significa rialzarsi dopo una caduta, tutti insieme. Non dimenticatelo mai.
Sarà grazie alle regole e alla gioia di vivere che vi trasmetteranno le famiglie e gli insegnanti, se riusciremo a realizzare nel nostro Paese una cittadinanza più inclusiva. Inclusione vuol dire dare diritti a sempre più persone, dare voce ai senza voce, non lasciare nessuno solo. L’inclusione ci indica la strada della realizzazione della Costituzione, anche oggi, sui banchi di scuola. Penso in particolare alla sfida dell’integrazione e al dramma della dispersione scolastica.

Questo è un momento molto difficile per l’Italia e per l’Europa. Ma l’Italia che guarda a Brindisi ha una buona ragione per credere nel futuro. Il Presidente Giorgio Napolitano l’ha detto con chiarezza un anno fa: chi ha osato stroncare la vita di Melissa e minacciare quella di voi ragazzi ha miseramente fallito. Oggi vorrei ripetere con tutte le mie forze che la ragione di questo fallimento siete voi: è il vostro impegno, è la sensibilità della vostra generazione. Una generazione in cui ho molta fiducia. E sono certa che, con i vostri sogni e con le vostre speranze, saprete essere all’altezza di Melissa.
Ai genitori di Melissa rinnovo il mio saluto più commosso, a tutti voi il mio sentito grazie.