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08 maggio 2017
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Group of Senior Officials sulle Infrastrutture di Ricerca Globali

Il Group of Senior Officials (GSO) si riunisce il 15-16 maggio a Napoli e, sotto la presidenza italiana, elaborerà un report sulle infrastrutture di ricerca di interesse globale (GRI) che sarà anche presentato alla riunione dei ministri della ricerca del G7 in settembre a Torino

A seguito del primo incontro dei ministri della ricerca scientifica del G8 – Okinawa, 2008 – venne creato il GSO, inizialmente nella configurazione informale G8+5 del Carnagie Group, con il compito di scambiare informazioni sulle strategie di creazione di nuove infrastrutture di ricerca di interesse internazionale e di elaborare il concetto di Global Research Infrastructures per ottimizzare gli sforzi sulle tematiche di ricerca di massima urgenza – grand challenges – e individuare, fra le risorse esistenti, le migliori sinergie possibili. Il mandato del GSO è stato rinnovato nei successivi incontri dei ministri della ricerca del G8 – UK 2013 – e del G7 Science– DE 2015.

Le infrastrutture di ricerca sono l’impalcatura di sostegno alla ricerca di frontiera, dove investimenti in competenze e risorse finanziarie eccedono le capacità di singole istituzioni o Paesi e richiedono quindi un coinvolgimento internazionale o anche globale. L’Italia svolge un ruolo importante nella programmazione e realizzazione delle infrastrutture di ricerca, sia a livello nazionale che europeo nel quadro della Roadmap elaborata dallo European Strategy Forum for Research Infrastructures (ESFRI). Alcune delle infrastrutture con forte coinvolgimento italiano sono potenzialmente infrastrutture globali, negli ambiti della fisica, dell’ambiente, del patrimonio culturale, della biomedicina.

Le infrastrutture globali hanno carattere di unicità, e possono configurarsi in un sito unico come i grandi acceleratori per la fisica, o essere multi-sito come gli osservatori della terra solida o degli oceani, o ancora realizzare programmi globali articolati su una molteplicità di laboratori coordinati. Le infrastrutture di ricerca producono dati e metadati che sono resi accessibili e interoperabili dalle nuove infrastrutture-dati (e-infrastructures) di scala internazionale e, in prospettiva, globale.

L’accesso alle infrastrutture di ricerca globali deve essere garantito alle migliori proposte di utilizzo, selezionate da esperti internazionali, senza limitazioni dovute alla nazionalità dei proponenti o al coinvolgimento delle loro istituzioni nella proprietà delle infrastrutture stesse. Il Global excellent-driven Access deve essere il criterio di riferimento per l’uso delle GRI, favorendo anche la mobilità dei ricercatori. L’accesso ai dati e ai metadati è il fondamento della “Open Science” e vede nelle GRI un ruolo di produttore e garante della qualità delle informazioni scientifiche per l’elaborazione di nuove conoscenze.

Il Framework delle GRI, elaborato dal GSO e poi adottato dal G8 nel 2013, individua le caratteristiche e condizioni per la realizzazione di una GRI, anche a partire da infrastrutture esistenti su base nazionale, ma con alto potenziale di impatto se opportunamente sviluppate in chiave globale. Il lavoro più recente ha permesso di individuare alcuni casi di studio per i quali l’ipotesi di formazione di una GRI su base consortile o di accordo multilaterale è più maturo.

L’Italia sostiene, fra questi primi casi di studio, le ipotesi di laboratorio sotterraneo globale, congiuntamente elaborato da LNGS-INFN e SNOLAB (Canada) e la globalizzazione del consorzio internazionale per la fenotipizzazione completa delle mutazioni genetiche del modello murino, IMPC (International).

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